Carcere a vita per gli esponenti del clan Spada

Carmine, Roberto e Ottavio Spada sono stati condannati all’ergastolo. Esiste il clan Spada ed una cosca mafiosa.

È la sentenza di primo grado riconosce che la potente famiglia sinti degli Spada con quartier generale sul litorale romano, è un’associazione mafiosa.

Dopo nove ore di Camera di consiglio i giudici della Corte d’Assise hanno confermato i capi d’accusa, e quindi il 416bis agli oltre 20 imputati a processo per associazione a delinquere di stampo mafioso e videocollegati dai rispettivi carceri.

Le accuse sono di associazione di stampo mafioso, l’omicidio, l’estorsione, l’usura, la detenzione e porto di armi e di esplosivi, incendio e danneggiamento aggravati, ed altri crimini contro la persona, oltre al traffico di stupefacenti, l’attribuzione fittizia di beni e l’acquisizione, in modo diretto e indiretto, della gestione e il controllo di attività economiche, e appalti legati a stabilimenti balneari, sale giochi e negozi.

Le pene più alte erano state richieste per il boss Carmine Spada, detto Romoletto, il fratello Roberto Spada, noto alle cronache per la testata che fracassò il setto nasale al giornalista Daniele Piervincenzi nel novembre del 2018, e il nipote Ottavio Spada, detto Marco: per loro tre ergastoli.

Presente oltre al sindaco Virginia Raggi, la giornalista Federica Angeli, accompagnata dal presidente dell’associazione antimafia Noi Massimiliano Vender, dal presidente della Fnsi Giuseppe Giulietti e da Giampiero Cioffredi presidente dell’Osservatorio sulla legalità della Regione Lazio.

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