Rafforzata la scorta a Sandro Ruotolo: nuove minacce


Un’auto blindata e un livello più alto – il terzo – di attenzione per tutelare l’incolumità del giornalista Sandro Ruotolo.

È stato il comitato di ordine e sicurezza del Viminale ad emettere l’ordine di irrobustire la scorta al cronista minacciato dal clan dei Casalesi e da anni finito sotto tutela.

Nel 2015 il boss Michele Zagaria disse riferendosi a Ruotolo: “O vogl’ squartato viv”.

La notizia è stata diffusa oggi pomeriggio.

Chi frequenta Ruotolo lo sapeva da giorni. Anche per prendere un caffè e scambiare qualche parola è più difficile.

Il sismografo della sicurezza ha rilevato una certa attività criminale. Notizie delicate e oggetto di accertamenti. Le indagini sono coperte da un ferreo e rigoroso riserbo. Sembra che esista un nuovo fronte di minacce e non propriamente riconducibili a vicende casertane.

Sandro Ruotolo con Fanpage ha inventato o meglio adeguato ai nuovi mezzi d’informazione il suo modo di raccontare, narrare e spiegare che tutti conosciamo bene.

Un lavoro giornalistico rigoroso che è principalmente adesso rivolto ai giovanissimi, a chi non ha vissuto e non ha idea di ciò che si nasconde dietro parole come mafia,’ndrangheta, camorra, stidda, sacra corona unita e servizi deviati ma soprattutto l’apparente ‘normalità’.

La forza e la ‘pericolosità’ di Ruotolo è il suo esercitare il mestieraccio con emapatia, coinvolgimento, chiarezza e precisione.

Non solo giornalismo, Ruotolo è la voce di una società civile inquieta che non sta con le mani nelle tasche: partecipa, s’interessa e in silenzio contribuisce a migliorare la società.

È infaticabile la sua presenza nelle scuole, ai convegni e soprattutto testimone di inziative, accanto a chi aspetta giustizia nelle aule del tribunale, vicino a chi subisce attentati, ritorsioni, minacce.

Lo stesso Ruotolo è promotore di importanti denunce e guida da quasi tre anni il comitato anti camorra e corruzione del Comune di Napoli. Battaglie solitarie che lungo la strada trovano tanti compagni.

E pensare che l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini e l’attuale ministro dell’Estero Luigi Di Maio facevano a gara nel proclamare una cura dimagrante delle scorte facendo passare chi ha la sventura di finire sotto tutela quasi come un impostore.

Allo stesso Ruotolo – 7 mesi fa – fu revocata la scorta, solo la mobilitazione dell’intero Paese con appelli e raccolte firme indussero i vertici del Viminale nel rivedere la decisione. Oggi sono giunte altre minacce. La domanda è la seguente e mette i brividi: e se Ruotolo – come aveva stabilito l’organismo del Viminale – oggi non avesse avuto la scorsa ? Come sarebbe andata a finire?

“La FNSI e il SUGC hanno rilevato questa mattina che al collega Sandro Ruotolo, presidente dei cronisti campani, già sotto scorta per le sue inchieste sulla camorra dei Casalesi, è stata rafforzata la protezione e gli è stata fornita un’auto blindata”.

“Si tratta di un segnale preoccupante che indica come i clan non abbiano allentato la prese sul territorio. Sono ben quattro i giornalisti sotto scorta armata per le intimidazioni dei Casalesi”.

“La recrudescenza delle minacce riguarda anche altri cronisti, non solo a Caserta e in Campania, ma in tutta Italia. Basti pensare alle reiterate minacce che dal carcere arrivano a Paolo Borrometi. Chiederemo un incontro urgente al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, per la riattivazione del comitato per la sicurezza dei giornalisti che non è stato più convocato durante il precedente governo”.

È quanto affermano in una nota il segretario e il presidente della FNSI, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, e il segretario del SUGC, Claudio Silvestri.

Arnaldo Capezzuto

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