Cile, il presidente Piñera: “Siamo in guerra”

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Salgono a 10 i morti delle sommosse popolari a Santiago del Cile. La protesta popolare è cominciata sei giorni fa causa l’aumento del biglietto della metropolitana.

È stato l’innesco, la miccia accesa che ha incediato la rivolta. Oltre 80 stazioni devastate, assaltati negozi e supermercati praticamente il caos più totale. Il governo fa sapere che finora sono state arrestate 152 persone per violenze, 40 per saccheggi e 70 per gravi aggressioni. Situazione fuori controllo che ha indotto le autorità ad emanare il coprifuoco.

“Cinque corpi sono stati trovati all’interno della fabbrica, la morte è dovuta all’incendio”, ha detto ai media locali il comandante dei pompieri di Santiago Diego Velasquez.

Altri due corpi erano stati ritrovati in un supermercato nel comune di San Bernardo anch’esso saccheggiato e dato alle fiamme ed altri due, invece, secondo il giornale Bio Bio, in un grande magazzino di materiali per l’edilizia e il bricolage a La Pintana andato a fuoco durante il saccheggio.

Una persona invece sarebbe stata uccisa dalla polizia a Santiago. Numeri ch mettono i brividi e fatto affermare al presidente Sebastian Sebastian Piñera: “Siamo in guerra contro un nemico potente, un nemico implacabile – ha aggiunto – che non rispetta niente e nessuno e che è pronto a fare uso della violenza e della delinquenza senza alcun limite”.

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