Caos Tangenziale di Napoli, Cirino Pomicino nella bufera

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Occorre fare presto. Mettere in sicurezza il viadotto Capodichino della Tangenziale di Napoli e ridurre al minimo i pesantissimi disagi che si stanno abbattendo sulla città.

La paralisi è totale con il traffico paralizzato e il quasi blocco della circolazione in vista della festività del 2 novembre. C’è da rilevare che a fronte dei tanti incassi della tangenziale, unica in Italia, ad imporre il pedaggio non c’è una sufficiente e pronta verifica manutentiva di strade, viadotti, gallerie e ponti. Una pecca che non la si scopre oggi per la verità.

Adesso a finire nel mirino sono dei bulloni di sostegno e delle lamiere che causa gli agenti atmosferici impongono una sostituzione e un lavoro massiccio di consolidamento dell’importante viadotto molto trafficato che immette in direzione aeroporto e asse mediano.

I tempi però sono lunghi. La materia è intricata e non semplice. È stata chiesta una consulenza all’Istituto Italiano Saldature per una verifica specialistica accurata ed è stato informato il Ministero delle infrastrutture.

Inoltre è stata chiesta la consulenza di un ingegnere strutturista il quale ha consigliato, in attesa di definitivi controlli che avverranno nelle prossime settimane, di ridurre il carico di automobili su quel viadotto.

Per almeno un mese saranno attive solo due corsie per senso di marcia nel punto più delicato.

“Il presidente della Tangenziale invece di fare politica metta a lavorare il quintuplo degli uomini, visti i loro incassi, e finisca i lavori in 3/4 giorni in modo di ridurre i disagi per i napoletani”.

La sferzata contro Paolo Cirino Pomicino è del sindaco di Napoli Luigi de Magistris che nel corso di una intervista a Mattina 9 non le ha mandate a dire.

“Pomicino ci dovrebbe spiegare come mai un giorno all’improvviso decide di fare questi lavori che mettono in ginocchio la città. Forse dovrebbe restituire la concessione così finalmente la Tangenziale tornerebbe ai napoletani e quanto visto in questi giorni probabilmente non sarebbe accaduto”.

All’ipotesi – proposta dallo stesso Pomicino – di riaprire il lungomare il primo cittadino rispinde a muso duro.

“Farebbe bene a non occuparsi di vicende che riguardano altri – ha detto de Magistris – Non c’entra nulla la strumentalizzazione politica che lui e altri vogliono fare su via Caracciolo. Non facesse politica, l’ha già fatta”.

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