L’ultimo saluto al ‘Lazzaro’ Carmine Spadafora che fa lo sberleffo: “Seguite pure il mio carro però vi dovete fare il bagno, inzupparvi d’acqua e prendervi pure un accidente. Sempre con affetto”

I suoi familiari, gli amici e tanti giornalisti hanno dato l’ultimo saluto commosso a Carmine Spadafora, cronista di razza, scomparso all’età di 64 anni e punto di riferimento per generazioni di giornalisti che intraprendevano il ‘mestieraccio’.

Nella Chiesa Parrocchiale Beata Vergine dell’Immacolata dove da piccolo Carmine serviva messa come chirichetto si è ricordato un uomo perbene, una rarità, che era mosso dalla vocazione di osservare e approfondire i fatti e raccontarli.

Un lavoro che Carmine svolgeva con un ideale nascosto e mai secondario : cambiare le cose, spostare la storia un po’ più in là.

“Carmine aveva tante relazioni faceva un mestiere che lo portava a stare in contatto con molte persone, ascoltarle e farsi carico dei problemi, delle avversità e trattare fatti gravi. Era il suo mestiere, la sua grande passione – spiega il parroco nel corso dell’omelia – Carmine è stato sempre mosso dalla verità. Lui non era uno che utilizzava tante parole. Non le sprecava. Anche Gesù era un attento osservatore della realtà e poi la raccontava senza aggiungere altro”.

“Carmine è un po’ come Lazzaro, le sue sorelle erano piene di dolore. Un dolore che sente e vive anche Gesù: il Signore piange per la morte di un amico. Il dolore nel cuore, un dolore che conosce e chiede alle sorelle di Lazzaro di avere fede perchè la fede dà la forza per sopportare il dolore” – continua il sacerdote –

“Sono tantissime le persone che sono venute a conoscenza dalla TV e dai mezzi di comunicazione della scomparsa di Carmine e chi non è qui ha rivolto a lui una preghiera che illumina il cuore”.

“Carmine non era vecchio – continua il parroco – era pieno di energie, era proiettato e sosteneva gli altri, si è mostrato sempre solidale verso chi stava in difficoltà, era un suo stile di vita, vivere per gli altri e lo faceva con rigore. Lo dimostra anche l’affetto che oggi in tanti stanno dimostrano in questa chiesa”.

“Nulla è perduto per chi crede – conclude – siamo pellegrini e forestieri su questa terra”.

A fine celebrazione toccante le testimonianza per ricordare un cronista solo apparentemente burbero ma della straordinaria schiettezza, talento e generosità.

E forse è stato proprio Carmine Spadafora dall’alto di dove ora dimora a regalare l’ultimo sberleffo e fuori programma ai colleghi e amici : sul cielo della Chiesa Beata Vergine dell’Immacolata si è scatenato un nubifragio violento con relativo allagamento della piazza e delle strade.

Insomma, tutto in perfetto stile di Carmine che avrebbe detto tra i denti: “Seguite pure il mio carro però vi dove fare il bagno, inzupparvi d’acqua e prendervi pure un accidente. Sempre con affetto”.

Arnaldo Capezzuto

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