“Per inizio della settimana prossima saranno di nuovo agibili i locali perchè i problemi riguardano solo la scala d’emergenza”.
Così la pensa il Direttore regionale dell’ufficio scolastico Luisa Franzese intervistata rispetto ai problemi del 63° circolo didattico ‘Andrea Doria’ di Fuorigrotta che è stato chiuso.
Insomma, per la dirigente regionale scolastica i problemi del plesso scolastico riguardano qualche saldatura da effettuare alla scala antincendio e poi incassato il certificato di agibilità dai vigili del fuoco e dalla protezione civile la scuola torna nuovamente funzionante.
Certo la dirigente almeno poteva spingersi un po’ più in là. La scuola ‘Andrea Doria’ ha una palestra inagibile e chiusa da anni così anche la biblioteca e il laboratorio di chimica, allestito con attrezzature e strumenti modernissimi grazie a un finanziamento europeo ma purtroppo sbarrato a doppia mandata con l’ovvia conseguenza dell’obsolescenza delle stesse attrezzature acquistate con soldi pubblici.
Per non parlare degli infissi porte e finestre che solo la buona volontà degi operatori e assistenti scolastici cercano di riparare alla men peggio, giusto per bloccare spifferi e infiltrazioni d’acqua quando piove.

La politica del rattoppo non serve a nulla occorre garantire oltre che la sicurezza, la funzionalità e fruibilità dei luoghi della scuola e interventi ordinari e straordinari. Purtroppo gli alibi abbondano e la storia travagliata dell’Andrea Doria è un reale spaccato di ciò che avviene a Napoli e nel resto delle regioni.
Manca una programmazione e gli interventi di manutenzione. La mancanza di risorse è solo – a volte – una giustificazione per i burocrati di professione. La verità è che occorre fare di più a tutti i livelli cominciando da chi ‘governa’ l’istruzione sul piano politico e tecnico-burcratico.
Tornando al 63° circolo didattico se da un lato c’è stata la rassicurazione dell’assessorato all’Istruzione e della X Municipalità che a breve saranno rimossi i motivi delle criticità resta tutto da capire i tempi del decollo del piano del “PATTO PER NAPOLI”, teso alla riqualificazione della struttura, al rifacimento del sistema di impermeabilizzazione e al recupero funzionale della palestra.

Ecco sarebbe stato più istituzionale se la dirigente Franzese approfittando dei media avesse annunciato una sua visita-ispezione presso l’Andrea Doria e in sinergia con il Comune di Napoli cercare di ottenre ulteriori risorse visto anche la positiva disponibilità mostrata e dichiarata dal viceministro all’Istruzione Paola Ascani che nella sostanza si è detta pronta a stanziare fondi laddovè venga da parte dell’ente proprietario quantificato il danno.
C’è una constatazione – denunciano i genitori dei piccoli alunni – di una distanza – rispetto ai problemi tra l’altro vecchi di anni – e l’agire dei dirigenti che per dovere istituzionale e di responsabilità dovrebbero mettere in campo strumenti e volontà per evitare che una scuola chiuda e così si interrompa un pubblico servizio e la lesione di un diritto garantito costituzionalmente.














































































































































































