Renzi choc: “I morti di Bergamo ci chiederebbero di ripartite anche per loro”

Proprio così ha detto Matteo Renzi nel suo discorso al Senato. Dopo un paio di voli pindari plana e pronuncia : “I morti di Bergamo ci chiederebbero di ripartite anche per loro”.

Non si capisce – per la verità – quando il leader di Italia Viva ha avuto il colloquio con i defunti di Bergamo nè quando la delegazione ha incontrato a Palazzo Madama l’ex premier.

Sta di fatto che per lo spessore politico, l’autorevolezza e l’importanza del personaggio occorre credergli. Insomma Renzi parla con i morti. E se inizialmente si stentava a crederci alla fine Renzi ha proprio pronunciato quelle parole che anche decontestualizzandole restano parole alquanto improprie.

L’ex sindaco di Firenze non si capisce cosa vuole, tira le orecchie al premier Giuseppe Conte accusandolo di decidere ed emanare Dcpm in base ai suggerimenti del Comitato dei tecnici e degli scienziati. Un po’ – dice – come è accaduto nel 1992/1993 quando a decidere non era la politica ma i giudici oppure anni successivi quando toccò ai tecnici al governo ora, invece, è il turno dei virologi ed epidemiologi.

Un attacco frontale, un attacco a tratti anche più duro degli esponenti dell’opposizione tanto è vero che Ignazio La Russa, sorpreso della veemenza e argomentazioni dell’intervento renziano dice pubblicamente di condividerlo in parte.

Senza parole e una domanda : La maggioranza di governo – dove Iv ne è parte con ministri e sottosegretari – esiste ancora? Alla faccia dell’unità d’Italia per il Covid – 19.

Un consiglio : lasciamo stare i morti dove sono.

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