Salvini soffia sul fuoco di Mondragone. E c’è chi aizza la piazza contro i bulgari

Lunedì sbarca a Mondragone, Matteo Salvini, il capo della Lega. Occorre incendiare i pozzi della protesta. Ricominciare con la narrazione dello straniero, del migrante, dei profughi e “dell’aiutiamoli a casa loro”.

Il capo del Carroccio accompagnato dai suoi nuovi bravi riproporrà il suo limitato canovaccio politico: propaganda contro lo straniero per riacciuffare i voti perduti.

Il leader sovranista deve recuperare, si è fatto trovare impreparato di fronte alla pandemia e ora tenta di rifarsi.

La visita nel Comune in provincia di Caserta, dove in questi giorni è scoppiato un focolaio di Covid19 tra i braccianti agricoli bulgari che vivono negli edifici conosciuti come ex Cirio potrebbe costituire il grimaldello per arare il terreno del partito lumbard.

Certo è sembrato strano vedere una parte di residenti di Mondragone cercare lo scontro con una parte dei bulgari di etnia rom. Chi vive a pochi metri dall’insediamento del complesso ex Cirio, giura che i protagonisti della rivolta non sono di Mondragone o quanto meno di quella zona. Facce sconosciute che hanno aizzato la folla e minacciato le forze dell’ordine.

Agitatori forse simpatizzanti della Lega, professionisti pronti a mestare nel torbido e costruire a tavolino un ‘caso’ da confezionare e vendere in Tv e sui giornali.

La trama è sempre la stessa: non risolvere i problemi ma creare caos, confusione, strumentalizzare, tentare la spallata.

Nel frattempo Vincenzo De Luca fa Vincenzo De Luca e con una diretta Fb parla di Mondragone, spiega i provvedimenti adottati dalla Regione e di fronte alle polemiche fa spallucce non degnando neppure di una parola al leader con il fondoschiena usurato.

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