Armando Cesaro getta la spugna: “Non mi candido”. Tensione con Salvini: “Mai su un palco quando c’è lui”

Trema la Campania. Una delle menti più lucide, uno degli uomini più stimati, più lungimiranti ha gettato la spugna e annunciato: “Ho riflettuto a lungo e in queste elezioni regionali ho deciso di fare un passo di lato, nella serenità che mi ha sempre contraddistinto”.

Armando Cesaro, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale della Campania ha deciso di saltare un giro. Non si candiderà per motivi strettamente personali ma sosterrà Stefano Caldoro ponendo un paletto: “Non salirò sul palco se ci sarà Matteo Salvini”.

Una zampata per rappresentare la rabbia e il disagio di quelle bordate espresse dal capo della Lega sull’esigenza di garantire candidati puliti e liste trasparenti.

Il ritiro di Armando Cesaro come qualcuno crede non riguarda l’arresto ai domiciliari dei due zii Aniello e Raffaele e con la detenzione in carcere dell’altro zio Antimo e della comunicazione giudiziaria notificata anche al suo papà. Certo però qualche turbamento non manca.

L’inchiesta è quella di Sant’Antimo dove i magistrati hanno fermato 53 persone, indagato altre 100 e ricostruito una storia trentennale dove politica, amministratori, colletti bianchi e camorristi andavano a braccetto.

“Il presidente Silvio Berlusconi – ha aggiunto – aveva dato l’ok alla mia candidatura, quindi è una decisione personale. In queste settimane ci sono stati ingiusti attacchi a me da parte di Salvini, attacchi che ritengo non meritavo, forse ero diventato un problema politico per qualcuno e con serenità faccio questo passo di lato, che non è dovuto a chi mi chiede di farlo”.

“Sono anche incappato in un procedimento giudiziario per voto di scambio nel 2015, che è l’unico procedimento che mi vede protagonista. Nelle altre inchieste non c’è il mio nome. Lo dico a qualcuno che da fuori cerca di invischiarmi in vicende che non mi appartengono”.

“Sul procedimento di voto di scambio sono sereno, finalmente a ottobre dovrebbe esserci un’udienza. Sono pronto a presenziare alla presentazione ufficiale di Stefano Caldoro come candidato presidente. Basta che non ci sia Salvini, perché se lui non sale sul palco con me io non voglio essere sul palco con lui”.

Anzi Armando Cesaro consiglia: “A Stefano Caldoro, che è il garante delle liste e sono sicuro che firmerà la proposta della collega Ciarambino per le liste pulite. Non ho dubbi che Caldoro firmi il documento dei Cinque Stelle sulle candidature”.

Forse davvero è finita un’epoca, tamponata la vorgine dell’inchiesta ex Cirio ora Luigi Cesaro e family devono discolparsi da accuse pesantissime che gettano ombre lunghe sulla carriera politica e sulla fortuna imprenditoriale.

Oggi Cesaro junior forse paga le colpe dei padri, degli zii e della famiglia nella speranza che almeno le accuse che lo riguardano siano chiarite nell’ambito del processo a cui è sottoposto.

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