Il mite Caldoro candidato al martirio contro l’agguerrita armata di De Luca

E’ un fotomontaggio. Una burla, forse. Ma dice forse tante verità.

Stefano Caldoro, il maggior competitor del presidente uscente della Regione Campania sembra che inconsciamente chieda di entrare a far parte delle liste che sostengono Vincenzo De Luca.

Una provocazione, un volo pindarico, una burla o forse no.

Non manca molto alla tornata elettorale del 20 e 21 settembre e con il trascorrere dei giorni si ha la sensazione che De Luca abbia già vinto.

Il vero avversario di De Luca pare che sia lo stesso De Luca con le sue battute-gaffe, con l’ammucchiata delle oltre 17 liste in suo sostegno, con le baruffe interne – vedi Pd – e i toni da sceriffo che appaiono a molti più estremi del massimalismo della Lega.

Alla fine il mite Caldoro poco può per fare breccia. Ci prova: alzare la voce, lancia accuse, strali ma l’effetto percepito è alla camomilla.

I pochi esponenti del centro destra che ancora credono alla spallata a De Luca vorrebbero un Caldoro più combattivo, più propositivo, più condottiero e invece si ritrovano un candidato di sicuro valore ma timido, introverso e spaventato.

De Luca è il centro di gravità permanente, tutti trasversalmente si sono sposatati su di lui. Esponenti di Forza Italia, della destra, del centro sostengono l’ex sindaco De Luca. E’ il cavallo vincente su cui puntare.

Poco si sa del programma, dell’agenda, dei primi cento giorni, della futura squadra, della promessa collegialità, di chi sarà candidato, della questione morale, delle liste pulite, dell’invocata discontinuità, del cambio di passo su sanità, edilizia, lavoro, modernizzazione.

Alla fine forse Caldoro sarebbe più efficace tra le fila della maggioranza di De Luca diventasse. Sarebbe uno straordinario pungolo.

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