“Antonio, ti preghiamo racconta tutta la verità. La famiglia di Marco e Claudio meritano la verità, e la meritiamo anche noi”. Roberto Mangiacapre è uno dei fratelli di Antonio, accusato del duplice omicidio dei fratelli Marco e Claudio Marrandino, massacrati a pistolettate sabato 15 giugno, in via Astragata, all’uscita di Succivo della Nola-Villa Literno mentre si trovavano nella loro Bmw.
Erano da poco passate le ore 14 quando i due fratelli vengono affiancati da Antonio Mangiacapre, 53 anni, operaio incensurato. La scena è immortalata dalle telecamere di sorveglianza : le due vetture sono ferme, poi Mangiacapre scende e spara a Claudio. Marco esce dalla vettura e prova a scappare a piedi, venendo ucciso con alcuni proiettili alle spalle. Il 53enne prima ha negato ogni responsabilità poi davanti al Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere avrebbe confessato le proprie responsabilità affermando che si è trattata di una lite per motivi di viabilità.

Una bugia a cui nessuno crede. Il fratello lancia un appello rivolto proprio ad Antonio e gli chiede di raccontare la verità. Lo fa nel corso di un’intervista alla Tv. “Avevo un fratello che non ho mai veramente conosciuto. Ho perso un fratello. Questa cosa ci ha sconvolto. Siamo una famiglia di operai. Siamo brava gente” racconta Roberto Mangiacapre.
“All’inizio mi hanno detto che era stato un incidente e poi in tarda sera ho appreso dai media la notizia vedendo quelle immagini brutali” – aggiunge Roberto in un racconto molto duro -.
“È stata una cosa sconvolgente. La cosa che mi fa più male è che mi sono accorto di avere un altro fratello che io non sapevo di avere. Non mi sarei mai aspettato una cosa del genere”.

“Questa cosa non la posso accettare. Ho pensato che ci ha rovinato la vita anche a noi: sia per la gente che ci conosce, sia per il Paese, per la nostra comunità, per i miei figli, per i miei genitori. Sicuramente il dolore che hanno provato la famiglia Marrandina non è simile al nostro però comunque noi ci stiamo logorando”. Si ferma Roberto, a tratti la commozione prende il sopravvento.
“Ho vergogna per quello che ha fatto mio fratello, il mio dolore più grande è che non ci sono più quei due ragazzi giovani, due vite spezzate da un niente. Mi chiedo perchè?”.
E poi l’appello fatto pervenire al fratello Antonio attraverso un telegramma nel carcere di Santa Maria Capua Vetere: “Con gli altri miei fratelli abbiamo scritto un telegramma, gli abbia detto di dire tutta la verità. Antonio, ti preghiamo racconta tutta la verità. La famiglia di Marco e Claudio meritano la verità, e la meritiamo anche noi”















































































































































































