Crisi M5S. “Siamo nati nelle piazze e stiamo per morire nelle piazze, sepolti assieme all’umanità”. Il post di un consigliere regionale, scatena il dibattito.

Nulla potrà più essere come prima. L’approvazione del decreto sicurezza bis voluto anzi imposto dal ministro dell’Intero Matteo Salvini con i voti determinati del Movimento 5 Stelle rappresenta una cesoia.

C’è la netta sensazione che ormai una storia importante sia terminata. Il Movimento 5 Stelle è profondamente cambiato.

Non ha conservato nulla della carica ideale, dei propositi, delle regole che hanno caratterizzato la sua recente storia.

È bastato un anno al governo e l’abbraccio mortale con le Lega di Matteo Salvini per far implodere un Movimento politico nato dal basso e che ha racimolato alle ultime elezioni nazionali il 32 per cento.

Resta ben poco di quella esperienza politica di coinvolgimento, condivisione e crescita di una comunità consapevole di cittadini che si occupano della ‘cosa pubblica’.

La fotografia impietosa del disagio, della sofferenza anche personale e di un generalizzato disorientamento giunge da un post del consigliere regionale della Campania Vincenzo Viglione che a caldo dopo l’approvazione del decreto sicurezza bis scrive : “Siamo nati nelle piazze e stiamo per morire nelle piazze dove rischiamo di essere sepolti assieme all’umanità che doveva essere la nostra stella polare. E questo rattrista. Moltissimo”.

Parole pesate, pensate e sistemate con un ordine minuzioso e che lette nel loro insieme fanno intravedere l’intontimento di un popolo allo sbaraglio che non si ritrova più.

Preziose le reazioni e il dibattito che si è originato da post pubblicato dal consigliere molto vicino al Presidente della Camera Roberto Fico e quindi alla cosiddetta area degli ortodossi.

Comincia Remigio: “Dissenso pubblico e dimissioni, i post su facebook non servono a nulla”. Tocca a Ruggiero : “Rimango sempre nelle piazze a differenza di chi ci ha venduto col decreto sicurezza. Mi chiedo tu che ci fai in questo movimento che non rappresenta più nessuno se non il volere di Di Maio?”.

Poi c’è Anna che rivolta al consigliere dice: “A te ti credo ma sei rimasto l’unico, il resto è fogna”. E ancora Ruggiero argomenta meglio il suo pensiero: “Con questo decreto che il movimento ha avallato e votato sarà dura anzi personalmente se fossi un eletto del Movimento e se fossi schifato da ciò che è successo mi dimetterei e farei le mie battaglie in un gruppo misto”.

C’è Massimo che consiglia a Viglione: “Io che sono un critico del Movimento già da molti anni, ti dico che adesso fai bene a restare e combattere. Hai una credibilità che è tua personale, alza il tiro e incrementala”. E Alessandro riflette: “Complimenti per l’onestà intellettuale. Ma dovreste farla seriamente all’interno questa analisi”. E poi Alfredo: “Apprezzo il tuo coraggio. A quando una riunione di tutti quelli che non approvano questa linea politica?”.

Toni con convinzione: “Servono parole e gesti chiari e netti”. Mentre Ciro sbotta: “Non resta neppure più la speranza. Era tutto molto prevedibile. Resta la tristezza, come giustamente fai notare. Ma anche l’amarezza per aver mandato in frantumi un sogno di una Italia migliore, senza caste, senza privilegi, attenta alle esigenze degli ultimi”.

Carmela, invece, non ci sta: “Perché rassegnati a morire? Basta tornare ad essere ‘MoVimento’ quello iniziale, questo volemose bene e far finta di niente, proprio non si può vedere”.

Antonio, entra a gamba tesa: “Il Gigginiello, il bibbitaro e il Casaleggio ‘falso’ insieme a quattro lecchini hanno distrutto un sogno”. Pietro è tagliente: “C’è chi alle piazze preferisce fare le kermesse negli Hotel a 5 Stelle”. Fabrizio è sintetico ed efficace: “Che brutta fine”.

Nunzia rivolta al consigliere : “A chi ti esorta alle dimissioni, mi sento di rispondere che, proprio per il fatto che sei l’unico esponente M5S, oltre a Roberto Fico, a non aver la mente e la coscienza obnubilata, che non ti devi assolutamente dimettere. Devi fare insinuare il dubbio, avviare un confronto e resistere. Dico questo da non sostenitrice M5S, ovviamente”.

Giosuele, invece, ha una spiegazione originale: “Tutto è iniziato da quando il M5S è diventato DM5S”. Felice è convinto: “Qualcuno ha pensato che il risultato delle scorse elezioni fosse un punto di arrivo e non un punto di partenza. Agire in deroga ai principi che ci hanno distinto e rinunciare ad una seria dialettica interna ha trasformato il movimento in un partito ancora prima di diventarlo”.

Mentre Enzo sottolinea: “Più che tristezza è schifo. Non abbiamo fatto anni di piazza per votare porcate simili. Oggi con questo decreto rischieremmo la galera per quello che abbiamo sempre fatto, soprattutto nella terra dei fuochi”.

Amedeo taglia corto: “Sarebbe il caso di fare anche un minimo di autocritica. Non ci è dato di sapere i nostri senatori, deputati ad ogni livello di istituzione che cosa hanno prodotto per il nostro territorio e a quali battaglie hanno partecipato. Nessun consuntivo, nessun congresso, nessun momento di incontro nei propri collegi di appartenenza. Il minimo che potrà accadere è la sconfitta senza onore”.

Conclude Giorgia con un eloquente : “Credo che stiamo per morire sotto il peso della furbizia altrui”.

Arnaldo Capezzuto

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