Legge Volla. De Luca vuole le nuove norme urbanistiche. Sarà cancellato l’articolo 17 ?

I soliti malpensanti, dietrologi e complottisti vanno raccontando che la Regione Campania con un certo pragmatismo cinico e di fronte all’impossibilità di un abbattimento generalizzato di palazzi, villette a schiera, abitazioni, capannoni e interi quartieri – sorti in barba a qualsiasi legge -, ha pensato male di infilare e camuffare nel mare magnum della legge ‘Semplificazione’, un piccolo articolo che nei fatti condona, sana, riconosce un nuovo assetto urbanistico.

L’articoletto scovato dalla domenicasettimanale.it è il ’17’ della legge regionale n.16 del 7 agosto 2019. Si tratta di una dozzina di righe che vanno a modificare il comma 2 dell’articolo 3 e aggiungono l’articolo 9 bis alla legge regionale n.10 del 18 novembre 2004 ‘Norme sulla sanatoria degi abusi edilizi’.

Retroattivamente si consente, in pratica, di sanare gli abusi compresi incredibilmente anche nelle zone rosse: quelle a richio sismico e vulcanico, perimetrate dalla Protezione civile.

Il messaggio è chiaro e indirizzato ai cementificatori, prenditori, lottizzatori, costruttori e ai sistemi d’interesse politico-economico-amministrativo-criminale. Si sceglie di tuelare la filiera del mattone selvaggio, non si toccano gli interessi sui territori e si legalizzano pratiche, clientele e prassi da codice penale.

E nel corso dei lavori in Consiglio regionale, la pattuglia dei consiglieri regionali del M5S ha dato battaglia. In particolare Vincenzo Viglione già nei vari passaggi nelle commissioni aveva avversato il provvedimento presentando una serie di emendamenti soppressivi.

Tralasciando il linguaggio tecnico-burocratico sta di fatto che il famigerato articolo 17 fece alzare la temperatura in Aula a tal punto da far scoppiare l’ira funesta del presidente della Regione Vincenzo De Luca.

Polemica rovente, parole pesanti e un braccio di ferro drammatico per l’approvazione di un articolo di legge, evidentemente, proposto e nato grazie alle pressioni esterne delle lobby del mattone.

A un certo punto della discussione e con l’incalzare dell’opposizione prende a sorpresa la parola lo stesso Governatore. Un esasperato De Luca sbotta ed a tratti inveisce parlando proprio di quell’articolo 17.

“Il problema per me è estremamente semplice: una collega ha presentato un emendamento che coinvolgeva la zona rossa, siccome non è chiaro ed a giudizio degli amici dei 5 Stelle – arringa De Luca – fare questo significa compiere un atto di cospargimento di cenere sul capo, per quello che mi riguarda si vota quello che abbiamo votato ed a settembre si corregge. Punto. Così siamo tutti d’accordo”.

“A settembre si fa la nuova legge urbanistica e si corregge quello che si deve correggere” insiste De Luca.

Settembre è ormai passato e nulla si è visto in Consiglio regionale. La partita è fondamentale. Qui si cerca di rendere legale ciò che non è legale. Non solo Volla ma anche altri comuni alle porte di Napoli vivono una cementificazione selvaggia.

L’assenza ‘politica’ e strategica dei piani regolatori, delle norme di salvaguardia e dei Puc, in questi scellerati anni, ha fatto agire abili sarti che hanno cucito vestiti aderenti alle esigenze delle lobby del mattone.

C’è una prassi consolidata che viene messa in campo dai diversi enti locale che approfittando dell’interpretazioni di norme vaghe e scritte male, regalano uno spazio di manovra a chi agisce nell’ombra delle leggi. Così è nato il sistema Volla, Orta di Atella, Cardito, Sant’Antimo, Casandrino, Giugliano.

L’intervento chirurgico-legislativo, nascosto, occultato tra le norme, commi, e codicilli della legge-calderone della ‘Semplificazione’, rappresenta un gran regalo alle centrali del potere che possono così ripagare – a tempo debito – con consigli per chi votare.

Quelle pratiche edilizie non conformi alla normativa urbanistica ovvero a fronte di permessi per costruire regolarmente rilasciati per realizzare complessi immobiliari con destinazione non residenziale e in zone agricole, sono stati trasformati strada facendo con astute SCIA in sanatoria e cambio di destinazione d’uso in abitativo/residenziale in autorizzazioni illegali che alla luce dell’articolo 17 verrebbero in un colpo solo sanate.

Una vergogna che nei fatti renderebbe vano anche lo sforzo della magistratura che ad esempio a Volla con due clamorosi blitz ha effettuato un primo sequestro di 250 appartamenti per un valore di 60 milioni di euro con 16 indagati e un altro di complessive 33 unità abitative per un valore commerciale pari a circa 7.5 milioni di euro.

Ora come dice De Luca occorre attendere la legge regionale urbanistica e sperare che almeno parte della vergogna dell’articolo 17 venga cancellata.

Arnaldo Capezzuto

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