L’industria illegale del mattone: Cosi fan tutti. Inchiesta giudiziaria a Cicciano e Camposano, scattano arresti di ex amministratori, funzionari e imprenditori. Adesso fari puntati su Volla

Reading Time: 6 minutes L’industria illegale del mattone: Cosi fan tutti. Inchiesta giudiziaria a Cicciano e Camposano, scattano arresti di ex amministratori, funzionari e imprenditori. Adesso fari puntati su Volla.

0 0
Reading Time: 6 minutes

Un’indagine profonda, articolata che ha decriptato e svelato i sofisticati meccanismi che consentivano a un circoletto di imprenditori/prenditori edili di fare affari. Una lobby che bypassando regole, leggi, normative consentiva il perseguimento di interessi ampi e trasversali aggirando puntualmente il piano regolatore di Cicciano e di Camposano, due comuni confinanti tra loro.

Parliamo di mazzette per realizzare lottizzazioni selvagge attraverso il rilascio di autorizzazioni per edificare uffici da trasformare poi in abitazione con il classico cambio di destinazione d’uso.

Così l’allegra compagnia riversava una colata di cemento in spregio alle leggi che però formalmente erano rispettate. Abili sarti ritagliavano stoffe pregiate e attraverso codicilli, furbizie amministrative e trucchetti cucivano abiti fatti su misura. Iter autorizzativi impeccabili con tanto di timbri e concessioni.

Decreti ad hoc e rilascio di titolo concessorio a costruire e laddove le difficoltà erano insormontabili scendevano in campo i manovrieri di professione che con il favore delle tenebre muovevano con abilità i fili invisibili dei loro rappresentanti nell’aula consiliare. Proprio così.

Toccava all’insindacabilità, come spesso accade, del Consiglio comunale proporre, adottare e votare varianti e modifiche al piano regolatore oppure il cambio di classificazioni e trasformazione di una zona agricola in zona urbanistica infilando i provvedimenti nel mare magnum di deliberazioni.

Un sistema che non riguarda solo il comune di Cicciano ma coinvolge quasi tutti i comuni della cinta della città metropolitana di Napoli. Secondo l’ultimo report sul consumo di suolo del Snpa (Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente), cui fanno capo l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione la Ricerca Ambientale) e le agenzie regionali Arpa, il cemento continua a dilagare in Italia, soprattutto al Sud e soprattutto nel Napoletano. Insomma, cosi fan tutti.

Il business del cemento in Campania è il vero asset attorno al quale girano interessi imprenditoriali, finanziari, economici, politici, istituzionali e della camorra. Tutto si tiene con il denaro. Si, perchè c’è il white e il black. Con le riserve accumulate a nero, si pagano le campagne elettorali, si paga qualche stipendio, si fanno regali, si unge in generale l’ingrannaggio. L’abusivismo da anni indossa l’abita da sera, se occorre cambiare la legge, la legge si cambia.

È un modus operandi che con abilità e bravura gli inquirenti, in questo caso, sono riusciti a smascherare e nella rete sono finiti un imprenditore, un ex amministratore, funzionari e collaboratori esterni del Comune di Cicciano.

Si legge nella corposa ordinanza : “L’obiettivo degli ndagati era costruire edifici della tipologia residenziale privata in aree non ricomprese nel piano regolatore comunale, attraverso l’iniziale ottenimento della concessione edilizia per la realizzazione di uffici, in modo tale da garantirsi il rilascio della licenza”. E poi : “Tuttavia, a fronte di questa iniziale autorizzazione – evidenzia il comunicato della Guardia di Finanza – venivano costruite indebitamente unità abitative di tipo privat, in difformità al formale titolo autorizzativo, procedendo a un cambio di destinazione d’uso delle aree già edificate”.

Alle prime ore del mattino i militari della Guardia di Finanza hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare per un ex sindaco, per il responsabile dell’ufficio tecnico, per un imprenditore e un collaboratore evidentemente nominato dalla politica. Gli arresti (tre ai domiciliari, il dipendente in carcere) sono scattati al termine di una inchiesta della Procura di Nola – le accuse sono di corruzione ma anche di concussione e falso in atto pubblico per l’autorizzazione e costruzione di un’area residenziale.

L’indagine della Guardia di finanza ha rilevato un’attività illecita collegata ad una serie di costruzioni tra Cicciano e Camposano che non erano contemplate dal piano regolatore del comune. A controllare la regolarità dell’intervento dovevano essere, nei due comuni, il responsabile dell’ufficio tecnico e un collaboratore esterno. Ma entrambi avevano ricevuto dal costruttore la garanzia di ricevere in comproprietà un appartamento, tra quelli da realizzare, del valore di 150mila euro. Inoltre, il funzionario comunale finito in una cella del carcere di Poggioreale avrebbe fatto pressione su un cittadino per indurlo a cedere un terreno a cui era interessato l’imprenditore.

L’ex sindaco di Cicciano, invece, si sarebbe attivato per favorire l’accesso del collaboratore esterno indagato in una commissione tecnica costituita per rilasciare pareri favorevoli per la costruzione di villette unifamiliari su porzioni di terreno soggette a vincolo paesaggistico.

Dai palazzi giudiziari rimpalla un’indiscrezione importante. Un fascicolo molto articolato sembra in dirittura d’arrivo anche su Volla, comune alle porte di Napoli, che in pochi anni ha visto una cementificazione massiccia e in spregio a tutte le norme. Come birilli negli anni le amministrazioni comunali di Volla di qualsiasi colore politico sono cadute. Crisi pilotate, dissidi, rotture di alleanze che nulla c’entrerebbero con le fibrillazioni politiche.

Apparentemente può sembrare l’alchimia della fragilità del quadro politica, così non è. Sullo sfondo si muovono i soliti ‘signorotti’ che detengono pacchetti di voti e che in combutta con impreditori a loro volta collegati alle ‘entità organizzate’ indirizzano e condizionano l’andamento dell’attività amministrativa per incassare il relativo tornaconto. Un sistema di potere nel potere esercitato ad ampio spettro che coinvolge i palazzi delle istituzioni.

Una storia per tutte è quella di Ernesto Russo che nel lontano 2001, compra un lotto di terreno abbandonato ma con titolo urbanistico sfuggito all’attenzione dei cemetificatori di professione. Russo voleva costruire con regolare licenza un piccolo fabbricato, (piano terra e primo piano), ma poi “qualcuno” che aveva snobbato in precedenza l’affare torna alla carica per sottrarlo, e poter mettere in atto una colata di cemento al solo scopo speculativo. Russo non cede e cominciano i guai. Inutile sottolineare che Russo non ha potuto edificare nulla mentre attorno nei mesi dove in pratica non si poteva edificare sono sorti numerosi fabbricati. Della vicenda se ne è occupata anche la trasmissione delle Iene.

Autorizzazioni e permessi a costruire, lottizzazioni, palazzi, case, ville a schiera, capannoni, centri commerciali. Perfino gli appezzamenti agricoli, prima interessati solo apparentemente da piccoli capanni per il deposito delle attrezzature dei contadini, ben presto si sono trasformani in parcheggi, aziende e addirittura centri residenziali. Se per Cicciano l’autorizzazione era inizialmente per la costruzione degli uffici e al loro posto si edificano appartamenti, a Volla oltre a questa pratica c’è un ampio e inedito armamentario. Si può dire che Volla è stato il laboratorio con l’uso spregiudicato del Piano Casa e del cosiddetto atterraggio delle volumetrie rispetto ai comuni che rientrano nella zona rossa per il rischio Vesuvio. Meccanismi perfetti e truffaldini.

C’è il finto house sociale ossia un intervento immobiliare nell’ambito dell’edilizia sociale dove invece si costruiscono abitazioni di pregio e vendute sul mercato immobiliare oppure l’acquisizione di immobili antichi come le masserie – nonostante i vincoli – al loro posto sono stati costruiti nuovi fabbricati che non rispettano cubatura e volumetrie originali. Ciò avviene grazie anche a leggi come il Piano Casa e la legge urbanistica regionale che sembra fare l’occhiolino ai cementificatori di professione.

‘Non è un caso se a Volla, il cui caso è finito in Parlamento, e nella maggior parte dei comuni non si riesce ad approvare i Puc, il piano urbanisto comunale, che porrebbe vincoli e farebbe scattare le salvaguardie del territorio.

E proprio su Volla dopo una serie di sequestri di immobili e avvisi di garanzia inviati ad amministratori, funzionari, imprenditori, costruttori, studi di progettazione e professionisti pare che sul fronte giudiziario – a breve – ci potrebbe essere una clamorosa svolta.

Nulla è casuale nel mondo parallelo degli affari che passano per il cemento. A Pomigliano d’Arco, comune a pochi chilometri da Napoli, ad esempio come denuncia il vicepresidente della Camera Sergio Costa “con determina 1508 del 12 settembre 2023 l’amministrazione ha deciso di ridurre dal 20 al 5% i controlli sulle pratiche edilizie in autocertificazione, eliminando l’obbligo di fare almeno 5 controlli in 30 giorni”.

E attacca il pentastellato Costa: “È una decisione pericolosa e incontrotendenza rispetto a quanto invece si auspica a livello nazionale. Si determina un far west in una città cementificata. Poi quando ci sono le disgrazie si piange, invece bisogna fare prevenzione e controlli. L’amministrazione ci ripensi”.

Arnaldo Capezzuto

Metti un like alla nostra Fanpage

© Riproduzione riservata
www.ladomenicasettimanale.it

Happy
Happy
0 %
Sad
Sad
0 %
Excited
Excited
0 %
Sleepy
Sleepy
0 %
Angry
Angry
0 %
Surprise
Surprise
0 %

Average Rating

5 Star
0%
4 Star
0%
3 Star
0%
2 Star
0%
1 Star
0%

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Chiudi
Ascolta le notizie
Social profiles
Chiudi