Willy, fiaccolato per chiedere giustizia. Dall’autopsia emerge quadro drammatico : “Corpo martoriato”

Il rintocco delle campane ha dato il via questa sera alla fiaccolata per ricordare Willy Monteiro Duarte. La gente sta sfilando tenendo un cartello con scritto ‘giustizia per Willy’, il ragazzo di 21 anni, massacrato di botte e ucciso dal branco mentre tentava di fare da paciere la notte tra sabato e domenica scorsa a Colleferro.

I manifestanti hanno indossato una t-shirt bianca con la scritta ‘ciao Willy’. Il corteo si è mosso dal comune di Paliano e si sta sondando per le strade del centro storico.

E proprio oggi è terminata l’autopsia sul corpo del ragazzo dove dai primi rilievi emerge l’accanimento del branco che senza alcuna pietà è arrivato ad accanirsi su un corpo inerme “saltandoci sopra” e “passandoci con i piedi”.

La ricostruzione fatta dai magistrati di Velletri su quanto accaduto restituisce un quadro di violenza “immotivata ed inaudita” ai danni di un giovane di appena 21 anni che “non c’entrava nulla” con la lite nata per un banale apprezzamento.

Elementi che potrebbero presto portare ad un capo d’accusa ben più grave dell’omicidio preterintenzionale: l’omicidio volontario.

Un “ah bella” rivolto ad una ragazza di un altro gruppo ha rappresentato la miccia ad una escalation di violenza culminata nel pestaggio mortale di Willy Monteiro Duarte.

Dall’autopsia, effettuata all’istituto di medicina legale di Tor Vergata, è emerso un quadro drammatico: sul corpo del giovane traumi ovunque distribuiti tra torace, addome e collo che hanno causato lo shock che ha indotto l’arresto cardiaco ma ulteriori accertamenti serviranno a definire quale colpo è risultato fatale al 21enne.

Accertamenti sugli organi interni, su un corpo martoriato da chi -dicono testimoni- sferrava colpi da professionista.

Per il gip di Velletri “sussistono senza dubbio i futili motivi nel caso di specie, in realtà, sostanziati quantomeno per i fratelli Bianchi, nell’assenza di alcuna plausibile ragione a motivo dell’aggressione”.

I due fratelli esperti di arti marziali estreme, dalle testimonianze citate nell’ordinanza, hanno un ruolo di primo piano nel pestaggio tanto che un teste afferma che il calcio che ha causato la morte di Willy è stato sferrato da Gabriele.

I due ieri avevano tentato di allontanare le accuse affermando “di non avere colpito il giovane” ma di essersi limitati a “spintonarlo”, come fanno i ‘pacieri’ mostrando “però una sostanziale indifferenza alle iniziative processuali intraprese nel loro confronti”. Ma le carte dell’inchiesta raccontano tutt’altro.

“Ho visto sopraggiungere ‘a palla’ un’auto di grossa cilindrata – racconta un testimone oculare -. Sono scese 5 persone”, tra cui i due fratelli e un ragazzo con il braccio ingessato, “che si sono lanciate contro chiunque capitasse a tiro, sferrando calci e pugni e poi si accanivano contro Willy'”.

I cinque erano stati avvisati da un loro amico che temeva che la lite scoppiata a poca distanza dal locale il “Due di picche” potesse degenerare.

La posizione di Francesco Belleggio, l’unico dei quattro che oggi ha ottenuto gli arresti domiciliari, appare più sfumata.

Pur “avendo dato origine e motivo alla discussione – scrive il gip – poi posta a pretesto dell’aggressione, nel momento in cui i due fratelli Bianchi si accanivano su Willy e su un altro soggetto, si trovava impegnato in uno scontro verbale che, come ricavabile dalle dichiarazioni di due testimoni, aveva in un primo momento tentato di scongiurare, prestando le scuse per un fatto altrui, ed infine si era conclusa senza violenza”.

Lo stesso indagato ha raccontato di avere visto i Bianchi picchiare assieme a Mario Pincarelli “selvaggiamente chi era sul posto” poi colpire “Willy repentinamente con un calcio al torace” e infierendo su di lui mentre si trovava a terra.

Willy però “non c’entrava nulla” ma si era è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. E soprattutto davanti a persone di violenza feroce. Una violenza che prima investe l’amico di Willy e che poi travolge il 21enne accorso per difenderlo.

Steso “con un calcio al torace” Willy si rialza, quasi un affronto per il branco che -dicono i testi- lo finisce con un pestaggio che dura quasi venti minuti. Attorno giovani, qualcuno fugge, qualcuno cerca di rianimarlo mentre ormai è esanime in terra. Il branco intanto fugge sul Suv. I carabinieri li rintracceranno in un bar. Ora si attende il dissequestro della salma per i funerali che probabilmente si svolgeranno sabato presso il campo sportivo di Paliano

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