Liberare Arzano dall’oppressione dei clan

Si è svolto oggi ad Arzano (Napoli) un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduta dal prefetto di Napoli Marco Valentini. All’ordine del giorno la situazione e della sicurezza dopo una serie di episodi criminali registrati nelle ultime settimane in citta’.

Dalla prefettura è stato assicurato “il massimo dell’impegno per far sentire con intelligenza ed efficacia la presenza dello Stato sul territorio”.

In piazza Cimmino, sede del Municipio e luogo di scontri durante il periodo della zona rossa disposta nel territorio di Arzano, di proteste contro la commissione prefettizia e di minacce al cronista Mimmo Rubio erano presenti anche il senatore del gruppo Misto Sandro Ruotolo e una rappresentanza del sindacato unitario dei giornalisti della Campania.

“E’ un segnale importante di attenzione per il territorio. Occorre garantire continuita’ della presenza delle forze dell’ordine per un’azione di contrasto e di repressione. Il territorio di Arzano – ha commentato Ruotolo – dev’essere liberato come e’ accaduto in altri territori della nostra provincia. Lo Stato ad Arzano deve metterci la faccia e liberare un territorio occupato dai clan che in questi ultimi giorni a colpi di stese, rivolte e richieste estorsive stanno seminando il terrore. Siamo fiduciosi del lavoro della magistratura ma nell’immediato bisogna disarmare i camorristi e chiudere le piazze di spaccio”.

Nel corso del sopralluogo, a ridosso delle strade non distanti dal Municipio e’ stata scoperta una telecamera abusiva.

“Non e’ possibile – ha detto il senatore – che, dopo 20 anni dall’installazione, le telecamere di sorveglianza ad Arzano non siano mai entrate in funzione, bisogna attivarle”.

“Il nostro dovere come giornalisti – ha sottolineato il segretario del sindacato unitario dei giornalisti della Campania Claudio Silvestri – e’ quello di non lasciare soli i colleghi, di essere la loro scorta mediatica, di illuminare questa realta’ e di raccontare quanto sta accadendo. Il racconto della verita’ e’ un antidoto formidabile contro le mafie che si muovono nel silenzio e nell’omerta'”.

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