Bagnoli e Agnano senza servizi sanitari. Raccolte 1500 firme dei residenti. La cosigliera Esposito: “Il Covid ci ha insegnato che serve una medicina territoriale forte”

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Una raccolta di firme per riaprire i servizi sanitari di base nel quartiere di Bagnoli. Parliamo di servizi assistenziali fondamentali per gli abitanti dell’importante quartiere della periferia occidentale di Napoli.

A sensibilizzare la comunità e lottare per cambiare le cose è la consigliera Rosa Esposito che ha depositato 1500 firme di residenti che hanno sottoscritto la petizione.

La richiesta, giunta da più parti e sostenuta dai cittadini, è quella di riaprire e rendere operativi sul territorio il Consultorio, gli uffici della Asl e la Guardia Medica.

La mancanza di questi servizi crea, da tempo, un forte disagio alla popolazione che ricade nei quartieri di di Bagnoli ed Agnano, che, sempre più spesso, deve recarsi con notevole disagio in strutture ubicate quartiere di Fuorigrotta o nei quartieri limitrofi.

Senza cosiderare il Covid che ha ancora di più aggravato la situazione. Persone anziane, disabili, affette da patologie invalidanti o semplicemente che non hanno i mezzi o possibilità, sono costrette a prendere giorni di permesso a lavoro, per spostarsi con difficoltà e fare lunghe code all’aperto in condizioni meteo variabili poiché la struttura di Fuorigrotta non e’ munita di sala di aspetto adeguata.

A sostenere l’iniziativa della consigliera Rosa Esposito anche molti abitanti di altri quartieri e comuni come Fuorigrotta, Pozzuoli, Agnano, Pianura, Posillipo e, in queste ore, se ne stanno aggiungendo altri.

Tutti uniti per un comune senso civico ed a questo scopo è nato un nuovo gruppo di cittadini che si coordinano insieme alla consigliera Rosa Esposito e ad alcuni consiglieri della X Municipalità per sostenere questo scopo a prescindere dall’ideologia politica e dall’ubicazione territoriale.

“Spero fortemente che questa petizione possa servire a ridare ai cittadini servizi di una utilità fondamentale – spiega Rosa Esposito – il Covid ci ha insegnato che serve una medicina territoriale capace di dare risposte e cure immediate per evitare il sovraffollamento degli sopedali”.

“Sul nostro territorio ci sono strutture che sarebbero adatte a svolgere questo scopo e parlo degli edifici presenti nell’ex base Nato – prosegue la consigliera – Li davvero si potrebbe creare in brevissimo tempo un polo medico municipale dove poter ospitare, come in altre municipalità cittadine diverse specialistiche e anche un ambulatorio dedicato magari anche ai senza fissa dimora”.

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