Arancione, il colore volubile

E’ NATA “Rivoluzione civile con Ingroia” è l’evoluzione del movimento arancione. Nel paese per la verità se ne sentiva davvero il bisogno.

Il grande regista è il sindaco Luigi de Magistris, si quello che lamentando di non poter più fare il magistrato per un complotto mega galattico nei suoi confronti si è lanciato nell’agone politico. Non ha finito le inchieste  e si è candidato al Parlamento europeo, con la nobile missione di portare la questione della giustizia in Italia all’attenzione dell’Europa.

Dopo un annetto
, s’è stufato della prima nobile e ne ha cominciata una seconda, ancora più nobile, come sindaco di Napoli. Un attimo e già eccolo lanciare un’altra grande impresa per il bene del Paese, il partito arancione. Ma di onorare un impegno che è uno, preso con i cittadini, non se ne parla proprio?

Antonio Ingroia da suo pari ha appena condotto l’inchiesta sulla trattativa fra Stato e mafia invece di sostenere l’accusa al dibattimento accetta un importante incarico dell’Onu in Guatemala per combattere il narcotraffico. Ma poi chiede un permesso per “motivi elettorali” con tanti saluti all’Onu. Si sentiva davvero il bisogno del ventesimo partitino italiano che pare sia più importante della lotta alle mafie e al narcotraffico.

Arnaldo Capezzuto

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